Sabato sera. Senza incisi, perché gli incisi, da ebbri, non vengono bene - intanto ne ho scritti due, ma insomma. Una delle nostre enoteche preferite di Milano, teatro dei primi appuntamenti e rassicurante rifugio di quelle sere in cui non lavoriamo, non abbiamo voglia di uscire a cena, ma non abbiamo nemmeno voglia di rimanere a casa, di cucinare, di pulire i piatti. Ci siamo portati il Mac, per qualche assurda pretesa di produttività, per poi finire a vagolare su blog, profili Instagram di ristoranti e lei, fra il secondo e il terzo calice di vino, ha aperto il mio blog. - Quindi dove vuoi arrivare a parare, dopo questa carrellata emotivo-esistenziale-razionalista? - Ma che cazzo di domanda è, punto-di-domanda. Non è chiaro dai post? - Be’, forse è chiaro a voi, che parlate per ossidazioni e tappi a vite ? A questo punto, inizierei ad aspettarmi un accenno di questa fantomatica “Wish Wine List”. Almeno un canovaccio, delle linee guida, dei puntini da collegare… - Sì, poi...
Un'ideale di carta dei vini, ideali.